Sic!

   "posto tra parentesi dopo una parola o frase assicura che è scritto proprio così nell'originale, rilevando l'Errore o la Stranezza"

 



www.flickr.com
This is a Flickr badge showing public photos from Noeyalin. Make you own badge here.
Distorsioni a quattro mani
about
Qualche verità...e qualche bugia...mentre mi fumo una sigaretta
sound
"Strade", Subsonica
"Zeta reticoli", Meganoidi
"I've got you under my skin", F.Sinatra
"Bring me to life", Evanescence
"L'uomo più furbo del mondo", M.Gazzè
"The end", Linkin' Park
"Scar Tissue", Red hot chili peppers
"Jesus to a child", G. Michael
"The drugs don't work", B. Harper
"High speed", Coldplay
"Goodnight lovers", Depeche Mode
"Angel", Aerosmith
"I want to break free", Queen
"Wake me up when september ends", Green Day
"Incantevole", Subsonica
"Like a stone", Audioslave
"Ogni mio istante", Negramaro
"Pure morning", Placebo
"Dentro qui", P.Laquidara
"Walk on by", D.Warwick
"Salvo", Neffa
"Una luce", Pacifico
"Fragile", Sting
"Somebody told me", The Killers
"You look so fine", Garbage
"Casa Lumière", S.Cammariere
"Ad occhi chiusi", La Crus feat. C.Donà
"I miss you", Incubus
"Sing for absolution", Muse
"Uomo contorto", Cinemavolta
"Concepts", Terranova
"Close to you", Chimera
"Cubicle", Rinocerose
"Again", Archive
visioni
"La venticinquesima ora", S. Lee
"La leggenda del pianista sull'Oceano", G. Tornatore
"Casablanca", M. Curtiz
"Moulin Rouge", B.Luhrmann
"Tutto può succedere", N. Meyers
"Amleto", F.Zeffirelli
"Batman", T.Burton
"L'uomo senza volto", M.Gibson
"The man who cried", S.Potter
"Matrix", A. e L. Wachowsy
"Nicotina", H.Rodriguez
"Molto rumore per nulla", K. Branagh
"Se mi lasci ti cancello", M.Gondry
"Speed", J. de Bont
"Luce dei miei occhi", G.Piccioni
"I soliti sospetti", B.Singer
"Primavera, estate, autunno, inverno e ancora primavera", Kim Ki Duk
"Sideways", A.Payne
"Braveheart", M.Gibson
"Lemony Snicket- Una serie di sfortunati eventi", B.Silberling
"Gli intoccabili", B.De Palma
"I heart huckabees", D.Russell
"Good night and good luck", G.Clooney
"La cura del gorilla", C.A.Sigon
"Reinas, M.Gomez Pereira
"The prestige", C.Nolan
carta
"Novecento",A.Baricco
"L'idiota", F.Dostoevskij
"Il profumo", P.Suskind
"L'amore ai tempi del colera", G.Garcia Marquez
"Cassandra", C.Wolf
"Frammenti di un discorso amoroso", R.Barthes
"L'insostenibile leggerezza dell'essere", M.Kundera
"Il mito di Sisifo", A.Camus
"Incontro d'amore in un paese in guerra", L.Sepulveda
"City", A.Baricco
"Narciso e Boccadoro", H.Hesse
"L'onorevole scolaro", J.Le Carrè
"Il principe felice",O.Wilde
"Il giardino segreto", F.H.Burnett
"Dona Flor e i suoi due mariti", J.Amado
"Sostiene Pereira", A.Tabucchi
"Il maestro e Margherita", M.Bulgakov
"L'arte di viaggiare", A. De Bottom
"Il segreto di Luca", I.Silone
"E' stata una vertigine", M.Maggiani
"Questa storia", A.Baricco
"Fahrenheit 451", R.Bradbury
"The prestige", C.Priest
"Il pendolo di Foucault", U.Eco
"I segreti di Londra", C.Augias
sul comodino

"The Shakespeare secret", J.L. Carrell
"Memoria delle mie puttane tristi", G. Garcia Marquez
wine bar
Martini bianco on the rocks
Glicine
Nero d'Avola
Falanghina
Donnafugata
Beaujolais
Valpolicella
Albarino, Rias Baixa, Salneval Valle del Salnes
Negramaro
Curiale
strade mie
Amaramente
Aoi
Ataru Moroboshi
Bando
Barbiere della sera
Birambai
Blu
Buona o Cattiva
Chinaski
Curva Ottica
Daveblog
Effe
Eriadan
Flor
Ge
Giopope
Il militante
Insane soul
Juditta
Kappa
Kekkoz
la commessa
Laprofepuntoit
LeMieMari
Lontanodentrome
manginobrioches
Ninna
OneImaginaryBoy
Personalità confusa
Placida Signora
Prejudice
Rael
Subsonica
Sviluppina
The Gatta
Valelarossa
zop
nel posacenere
oggi
novembre 2009
luglio 2009
giugno 2009
aprile 2009
febbraio 2009
dicembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
smoke gets in your eyes
grado di lucidita alto
grado di lucidita inesistente
grado di lucidita nella norma
grado di lucidita non pervenuto
segui il fumo
  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder
passati da qui
*loading* visite



giovedì, 15 settembre 2005
 

Panic room

 
NOW PLAYING: Cinemavolta, "Uomo contorto"
 
Anais ha più di vent’anni, Anais ha paura. Cammina per strada per calmarsi un po’, dalla  scivolosa ansia che ad ogni passo è più sua. Cammina per strada e - da qualche giorno – senza volerlo, seguendo i pensieri, si mette le mani nei capelli. Lei che evita sempre di giocarci o toccarli troppo, perché si dice che se una donna lo fa prova attrazione per chi le sta di fronte. Ad Anais non piace che gli altri sappiano che cosa pensa o sente. Per questo di solito non si tocca i capelli. Ora è diverso. Ora infila le dita lunghe fin sulla pelle della testa, dura, nuda sotto i capelli.
Anais è nuda, di fronte ad una cosa che, un’ora prima che suoni la sveglia, spinge contro la porta chiusa del suo sonno. Quella porta si scardina fino ad aprire gli occhi di Anais, legata da mille fili immobile, il fiato a fettine sottili, la certezza - sola – di una paura piena di niente.
Anais pensa che sarebbe meglio doversi preoccupare di non patire la fame, che spostarsi più in là e fare spazio, dentro i suoi giorni, a questo lusso dei mali esistenziali.
Anais ha un ragazzo che la ama e tenta di arrendersi all’idea che non può fare niente perché non sia così.
Anais ha fiori nella sua stanza e nella bolla vuota dei pensieri che rincorre, cerca un nome per quei fiori che sanno di notte. Ma la notte di Anais è più lunga. Digrigna le ombre al sole e Anais le da un calcio tra un libro, ancora due passi fuori, ancora qualche progetto che ha la consistenza della polvere già spazzata via.
Anais non è neanche tanto stanca, solo distratta, dirottata. Il loop delle idee, sempre le stesse. Il loop del cibo, di uscire e divertirsi, di essere gentili e sorridenti, di fare spesa e pulire casa, di scegliere di dire sì e no e addirittura articolare risposte più complesse a seconda della domanda che le si fa. Un repeat che le si annoda alla vita e la tiene a galla, sgambettando a pelo d’acqua e sotto solo scuro.
Anais è forte, lo dicono tutti. Anais oggi non ha molta voglia di trovare una musica che le piace, sente un po’ freddo con quest’aria stramba di una stagione che dovrebbe essere nuova. Invece sembra ritirata fuori da un vecchio armadio e sa di naftalina, ormai. Anais ha voglia di viaggiare, ma le prossime ferie sono lontane e ora tocca concentrarsi sul lavoro. Anais ha smesso di andare a scuola. Ma la mente da errore, pare le sia stato cancellato qualche file di sistema.
Anais ha un corpo. Vuole essere vestito e svestito, vuole essere usato , risincronizzato col cervello, rimesso a tempo con gli stessi battiti e defibrillato dalla linea continua d’immobilismo.
Anais ricomincia da capo, stamani: fa passare una mezz’oretta, lenta si veste scegliendo i vestiti con poca cura, attenta a non far traboccare l’anima seduta scomoda fuori dal bicchiere ricolmo delle sensazioni. Deve far finire tutto entro le 9, sennò poi perde l’autobus e arriva tardi in ufficio. Anais prova a buttare fuori le lacrime, ma rimbalzano indietro contro lo specchio esterno degli occhi.
Anais esce, saluta il portiere, butta la spazzatura e va nel mondo.
Anais ha più di vent’anni. Anais ha paura.



mercoledì, 07 settembre 2005
 

Sono presa blu

NOW PLAYING: Subsonica, "Corpo a corpo"
 
AVVERTENZE: Il seguente post è altamente carampano, depresso nonchè deprimente. Se ne sconsiglia dunque la lettura ad un pubblico particolarmente giulivo e /o non avvezzo a violente manifestazioni d'idolatria musicale.
 
“Scommetto che stasera sarai al foro italico alle 21”: è l’sms di bentornato dalle vacanze di un amico. Essì. Ormai lo sanno tutti. Che io, posata e mite ventiquattrenne, sono un perfetto esempio di “carampana Subsonica”. Allora ero lì. Come l’altra volta. Certo, l’altra volta sarà stata l’adrenalina pre-laurea, ma era stata una roba fuori dall’ordinario, quel concerto.
Ma questi sono giorni diversi: è ufficiale e puntuale che sono soggetta ad attacchi di panico, le ore stridono, i pensieri non scivolano via come dovrebbero e il cervello pare ormai una melma da sabbie mobili.
Tutto bene, dunque.
Ad allietare il pre-concerto, la figura meschina di fronte ad uno degli “amati beni” subsonici: ibernata di timidezza non ho fatto o detto niente. Salvo poi farmi salire una rabbia blu, un senso d’inadeguatezza come stare nuda su vetri rotti.
Mi distraggo con niente, io, per timidezza. Allora mi perdo una percezione globale dello spettacolo, che invece era stata predominante, come un’immersione panica nei suoni, in precedenza.
Non mi va di vedere quel che c’è intorno, in questi giorni: allora metà del concerto lo guardo dentro lo schermo mignon della digitale, a scattare foto che già ti sbiadiscono i ricordi come candeggina sui colorati nel tempo di un click.
E le canzoni tornano ad essere quello che erano un tempo. Pezzi di frase che a diciott’anni fai tuoi e ti ci assordi dentro. Sorda al corpo, io, che non riesce a sintonizzarsi su nessuna frequenza e quasi si diverte ad essere costretto su un seggiolino vicino alle scale, che se mi muovo troppo rotolo di sotto.
Lascio perdere membra scoordinate da far invidia al cubismo.
E’ che anche loro, i Subsonica, partono in sordina. Sono stanchi, forse: “puntano sulla groova”, come dicono. Tirano via sei o sette pezzi di quelli che tutti sanno e hanno una bella andatura saltellante, ma non si impegnano granchè. Perché io sono una carampana, ma di quelli di una razza un po’ particolare: io me li studio, i Sub. E possono piacermi da isteria ma anche no. Dunque, no, non mi piacciono: si vede che si risparmiano. Cosa a cui non ci hanno abituato, visto che i loro live sono sempre piuttosto tirati. Dalla prima all’ultima nota.
Raccatto strofe e note a casaccio, puntando al comfort: parole come camminare sicuri al buio dentro una casa che conosci. Che l’anima sa di quell’
andare a piedi fino a dove non senti dolore, solo per sapere se sai ancora camminare.
Sono le gambe piene di lividi, sono pensieri sempre più ruvidi.
Poi ci sono le Strade che uno ha guidato mille volte e sa come si va, anche se non dove.
Il Cielo su Torino che sgrana come uncini piccoli sulla pelle un po’ lisa.
Lo spettacolo arriva metà e “scollina” (op.cit.): arrivato al liminare di un paio di chicche acustiche prende il volo. Le Serpi, Gasoline e Salto nel vuoto sono un ago di adrenalina nel cuore. Nuvole rapide ha un nuovo “vestito”, che mi fa cadere in controtempo e perderlo. E questo mi piace, perché belle sono le cose che non si conoscono. I Subsonica tornano ad essere i Subsonica, io sono un po’ meno io, ma a questo punto poco m’importa. Abbandono i pixel della digitale per raccoglie in presa diretta visiva gli schermi, il mare di braccia e le evoluzioni circensi dei miei beneamati, tutte cose che fanno bene al respiro. Poi è quasi finito e ne vorresti ancora. Poi c’è ancora qualcosa che ho già visto: il conto alla rovescia e il concerto scivola giù in un imbuto verso la fine. Poi gli applausi, il palco vuoto, i tecnici fulminei a smontare – pezzo per pezzo – un’altra serata subsonica. tutto così. Veloce e indolore.

Un’altra serata presa blu.