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about Qualche verità...e qualche bugia...mentre mi fumo una sigaretta
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sound
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visioni "La venticinquesima ora", S. Lee "La leggenda del pianista sull'Oceano", G. Tornatore "Casablanca", M. Curtiz "Moulin Rouge", B.Luhrmann "Tutto può succedere", N. Meyers "Amleto", F.Zeffirelli "Batman", T.Burton "L'uomo senza volto", M.Gibson "The man who cried", S.Potter "Matrix", A. e L. Wachowsy "Nicotina", H.Rodriguez "Molto rumore per nulla", K. Branagh "Se mi lasci ti cancello", M.Gondry "Speed", J. de Bont "Luce dei miei occhi", G.Piccioni "I soliti sospetti", B.Singer "Primavera, estate, autunno, inverno e ancora primavera", Kim Ki Duk "Sideways", A.Payne "Braveheart", M.Gibson "Lemony Snicket- Una serie di sfortunati eventi", B.Silberling "Gli intoccabili", B.De Palma "I heart huckabees", D.Russell"Good night and good luck", G.Clooney"La cura del gorilla", C.A.Sigon "Reinas, M.Gomez Pereira "The prestige", C.Nolan |
carta "Novecento",A.Baricco "L'idiota", F.Dostoevskij "Il profumo", P.Suskind "L'amore ai tempi del colera", G.Garcia Marquez "Cassandra", C.Wolf "Frammenti di un discorso amoroso", R.Barthes "L'insostenibile leggerezza dell'essere", M.Kundera "Il mito di Sisifo", A.Camus "Incontro d'amore in un paese in guerra", L.Sepulveda "City", A.Baricco "Narciso e Boccadoro", H.Hesse "L'onorevole scolaro", J.Le Carrè "Il principe felice",O.Wilde "Il giardino segreto", F.H.Burnett "Dona Flor e i suoi due mariti", J.Amado "Sostiene Pereira", A.Tabucchi "Il maestro e Margherita", M.Bulgakov "L'arte di viaggiare", A. De Bottom "Il segreto di Luca", I.Silone "E' stata una vertigine", M.Maggiani "Questa storia", A.Baricco "Fahrenheit 451", R.Bradbury "The prestige", C.Priest "Il pendolo di Foucault", U.Eco "I segreti di Londra", C.Augias
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sul comodino "The Shakespeare secret", J.L. Carrell "Memoria delle mie puttane tristi", G. Garcia Marquez
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strade mie Amaramente Aoi Ataru Moroboshi Bando Barbiere della sera Birambai Blu Buona o Cattiva Chinaski Curva Ottica Daveblog Effe Eriadan Flor Ge Giopope Il militante Insane soul Juditta Kappa Kekkoz la commessa Laprofepuntoit LeMieMari Lontanodentrome manginobrioches Ninna OneImaginaryBoy Personalità confusa Placida Signora Prejudice Rael Subsonica Sviluppina The Gatta Valelarossa zop
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venerdì, 29 settembre 2006
NOW PLAYING: Modà, "Quello che non ti ho detto (scusami)" Tema: seguire convegno sulle pensioni e scrivere relativo articolo. Svolgimento: accanirsi con dedizione cieca a districare un filo, spuntato dalla manica della tailleur, che è andato a incastrarsi gironzolando tra le mille perline del braccialetto, fino a farlo sembrare un gomitolo. Con gusto mettersi a far passare il filo, tra un incastro e l’altro e trovarci gusto come un gatto con il suddetto gomitolo. Ogni tanto, cogliere qualche parola qua e là e appuntarsela con la penna della laurea per poi scrivere l’articolo. Tema: domenica mattina a messa. Svolgimento: dal soffitto della chiesa calano le strobo e sale il volume dell’ultima di George Michael e…è già finita l’omelia? Tema: studiare per l’esame d’inglese. Svolgimento: al telefono, esprimo desideri come se fosse la lampada magica. Una torta morbida al cioccolato, di quelle alte dieci centimetri. E i fiori, tanti. Ora ho la stanza invasa di fiori colorati. Evvai. E…ehm…do…you…speak …English? Ehm…ehm…prof mi posso giustificare? Tema: preparare veloce cena per una persona cioè me medesima. Svolgimento: taglio due patate grandi, vinaccio rosso e timo e me le spazzolo. Ah, fammi aggiungere un po’ di cipolla, che tanto non devo baciare nessuno. Tema: andare a vedere una serata di tango Svolgimento: quando ballano, i ballerini, e fanno le figure e volano quasi a un palmo da terra, dire solo “porca miseria”. E ripiombare in un mutismo a bocca spalancata. Tema: vedersi un dvd in inglese per imparare la lingua. Svolgimento: spegnere il lettore dvd dopo tre secondi che l’ho acceso e mettermi a vedere “Il principe delle donne” con Eddie Murphy. Per la quattrocentesima volta. Senza annoiarsi. Tema: rilassarsi dopo cena, cercando magari di farsi venire sonno.
Svolgimento: giocare a bubusettete con un ignaro pupazzo che ha il nome di una merendina.
Tema: intrattenere edotta conversazione scientifica sul corpo umano Svolgimento: prendere la bilancia digitale e pesarsi la testa. Solo la testa. Tema: rendere l’ufficio più accogliente, mettendoci tre piante grasse. Svolgimento: passare interi quarti d’ora a guardare le piantine invece di lavorare, tentando di trovare loro un nome degno di nota. In testa alla classifica dei nomi, per giorni e giorni, le piantine si sono chiamate La Nina, La Pinta e La Santa Maria (rigorosamente con l'articolo davanti) . Ora gli sto cercando nomi decisamente più punk. Perché ho deciso che quelle piante hanno un’anima punk. Tema: preoccuparsi per tutti gli errori fatti all’esame di inglese, terminato da 15 minuti al massimo. Svolgimento: alzare il volume degli Scissor Sisters e ballare in stile seventies per tutta la stanza, mentre lancio i libri d’inglese sulla scrivania. Tema: chiacchierare amabilmente con qualche familiare. Svolgimento: prendere in braccio ogni familiare che pesi mediamente almeno 40 chili più di me e ridere a crepapelle perché mi sento tutte le ossa spiaccicate. E’ troppo divertente. Tema: regressione Svolgimento: di questo passo, dai temi passerò a scrivere i pensierini. E poi i miei post saranno costituiti solo da ripetizione autistica di singole lettere dell’alfabeto, su sfondo di quaderno con le righe da prima elementare. Ecco.
martedì, 12 settembre 2006
NOW PLAYING: Mina, "Come stai" Come un gatto, le braccia ad allungarsi e la schiena indietro sulla poltrona da ufficio che d’ufficio scricchiola. Comincio ad odiarla questa mezza indecisa stagione, forse mi somiglia troppo e si sa che non amo rivedermi negli specchi, che siano reali o dell’animo che mi porto dietro in un dato momento.
Continuo a sbadigliare, più propensa al letargo che all’iperattività che si richiede in questa sorta d’inizio anno, dove è ancora tutto vecchio.
Sto incassata nel limbo post-estivo, di un’estate che si stentava a riconoscere. Senza sole ho camminato sola in un altro mondo, ne ho amato il vento, le facce diverse da qui, ne ho amato la mia assoluta libertà di viverlo in ogni angolo, emozione solitaria e senso. Nei colori e nel grigio, nei thè come coccolarsi ed essere un po’ più indulgenti con se stessi. Ho amato quella città nel volto scuro di un uomo che non conosco e nella sua generosità, l’ho amata mentre la salutavo, dicendole tornerò.
Ho camminato questa noiosa estate canticchiando (elachiamanoestatequestaestatesenzateee) su tacchi sempre più alti, sfidando i vecchi amori riportati da cieli nuvolosi in agosto, rinnovandone il dolore uguale e diverso al primo amore. Dolore dondolato andando su e giù in macchina sulla stessa strada guidata veloce e con piglio sportivo, con rivestimenti della carrozzeria in puro swing e i muscoli sfasciati da qualche bracciata in piscina, a sbattere via rabbia e rassegnazione.
Ho dimenticato di avere un lavoro, un’altra vita, questa estate. Ma io odio dimenticare, dopotutto. Ora vorrei solo che questa stagione, grande assente da cieli azzurri, giornate al mare e gite fuori porta se ne andasse in sordina senza la pretesa di rispuntare fuori a metà settembre, lei che ad agosto non c’è stata mai.
Io torno qui, resto qui in attesa di un autunno e altre cose più propizie. In attesa di un settembre che sia più buono con me, più morbido da adagiarcisi su e cominciare a svegliarsi, invece che scivolare in un sonno sornione e gattesco.
lunedì, 11 settembre 2006
Lo so, lo so dovrei tornare. Ma per favore, oggi no. Che oggi c'è da stare in silenzio e ricordare. C'è da scoprire che ora che so che era vero, quel che si vedeva in tv, ora che quel velo surreale s'è squarciato del tutto, non ce la faccio a vedere quelle immagini di 5 anni fa. A sentire le parole, le telefonate angosciate, a vedere corpi che cadono giù e cadono e cadono di nuovo per cento mille volte ancora, per tutte le edizioni dei tg, gli speciali e su tutti i giornali. E’ un giorno muto questo. E l’unica egoistica preoccupazione – per me che raccontare è vivere – è come riuscirò a dire un giorno tutto l’orrore, a chi non l’ha visto per la prima volta mentre succedeva, mentre avanzava con la noncuranza propria di una qualche divinità in mezzo alle nostre vite, ai nostri ricordi di quel giorno. Mentre avanza ancora oggi, dentro il brivido che mi sale sulla schiena e non voglio più parlare. Almeno per quest’altro noveunouno.
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