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Niente scale antincendio all'hotel san Giusto di Roma, dove questa mattina le fiamme sono divampate a partire dalla parte bassa dell'edificio. Uno dei testimoni oculari, tra i primi a portare soccorso ancora prima dell'arrivo dei vigili del fuoco, racconta come gli ospiti dell'albergo non abbiano trovato vie di scampo: chiusi tra le fiamme che salivano dalla tromba delle scale, incalzati dal fumo che rendeva l'aria irrespirabile si sono precipitati sui balconi che danno sul cortile interno, ma l'unico modo per salvarsi era quello di buttarsi giù dalle finestre. Era questa la situazione, attorno alle 6 di questa mattina, quando una ventina di persone, attirata dalle grida di una donna che chiedeva aiuto, si sono precipitati sul retro dell'albergo di via Livorno. "La situazione - dice l'uomo - era terribile: l'interno dell'albergo è rivestito in legno ed il pavimento è ricoperto dalla moquette, quindi ha preso facilmente fuoco. Le fiamme salivano dalle scale, le persone, già con i volti anneriti dal fumo, scavalcavano il parapetto dei balconi. Non sapevamo come aiutarli, perchè buttarsi dal secondo piano avrebbe significato morire, probabilmente. E' andata meglio a quelli che erano nelle stanze al primo piano, gli abbiamo suggerito di lanciare di sotto i materassi delle stanze dalla finestra, in modo da attutire la loro caduta quando si fossero buttati. Nonostante questo, un uomo che - tra i primi - è riuscito a lanciarsi di sotto ,si è fratturato una gamba ed ha riportato numerosi graffi e contusioni. Ha camminato fino all'esterno dell'edificio, poi si è reso conto che stava sanguinando copiosamente e si è accasciato al suolo. La mancanza di misure di sicurezza adeguate, come le scale antincendio, ha decisamente reso la situazione drammatica".
ore 9
Qui, all’hotel San Giusto, a via Livorno – Roma – di ambulanze ne passano sempre tante. Per questo, quando alle sei e trenta del mattino nel dormiveglia avverti le sirene avvicinarsi non ci fai troppo caso. Neanche distingui bene quelle che, tra poco sarà chiaro, sono le grida di una donna che chiede aiuto. Poi il numero delle sirene aumenta, e con l’esperienza hai imparato a distinguere quelle dei vari mezzi di soccorso. Intuisci che arrivano anche i vigili del fuoco e pensi a qualche incidente sulla tangenziale, a pochi metri da qui. Poi il rumore prende il sopravvento, ti strappa fuori dal sonno residuo e apri le finestre. Sotto, un’inattesa scena: la strada è piena di ambulanze, camion dei vigili del fuoco, carabinieri, polizie. Altre ne arriveranno a getto continuo per le due ore successive. L’odore di bruciato impregna l’aria, ma non c’è fumo. I pompieri concitati srotolano gli idranti a tempo di record, mentre altri si preparano ad entrare nell’albergo in fiamme. Esce il primo ospite dell’albergo, un uomo sulla trentina con la testa che sanguina vistosamente, zoppica scalzo fino all’ambulanza. Non lo portano via subito: intorno a lui pompieri e polizia gesticolano, forse per farsi spiegare qual è la situazione all’interno. Poi via verso l’ospedale; un’altra decina di mezzi di soccorso partirà da qui piena di turisti che mano a mano escono dall’hotel, diretti al Policlino Umberto I e all’ospedale Pertini. Molti gli stranieri, visibilmente sotto shock, disorientati e con problemi respiratori, dovuti al fumo. Intanto arriva l’elicottero della polizia municipale sull’adiacente piazza Bologna, dove il traffico scorre a rilento, dopo la chiusura di un lungo tratto di via Livorno. Gli impiegati del supermercato Sma, collocato proprio sotto le stanze dell’albergo, sono tutti in strada, increduli, immobili. Poi è tutta una processione degli ospiti del San Giusto, gli ultimi stanno ancora uscendo. Salgono su minibus del comune, scrivendo prima il proprio nome su una lista, appoggiati allo sportello del pulmino. Verranno portati in ospedale. Anche sulle ambulanze, soprattutto gli stranieri, salgono a gruppi: sono le vittime meno gravi dell’incendio, uscite dall’hotel quasi due ore dopo l’arrivo dei soccorsi, alcune di loro hanno avuto anche il tempo di prendere le valigie. Arrivano gli ufficiali dei carabinieri, qualcuno in giacca e cravatta che stringe mani e controlla la situazione. Saranno gli ultimi a lasciare la zona, dopo gli accertamenti necessari per stabilire le cause dell’incendio. Intanto vigili del fuoco e ambulanze se ne vanno e intanto il tg1 apre il notiziario con le immagini girate sotto casa mia.
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