NOW PLAYING: Frank Sinatra,"The lady is a tramp"
Dunque ehm…coff coff coff…scusate ho bisogno di un bicchiere d’acqua. Dunque, dove eravamo…ah, sì…cari lettori sono orgogliosa di presentarvi un’intervista eccezionale e-e-e-e-etciù! Ehm abbiate pazienza devo soffiarmi il naso. Ecco, ora va meglio, dicevamo…un’intervista con due protagonisti d’eccezione, la mia dolce metà reale e quella… ideale. Eh sì, faccia a faccia, diranno tutta la verità nient’altro che la verità sulla sottoscritta. Più o meno…oddio devo prendermi la pastiglia delle tre altrimenti sai che mal di pancia…scusate un attimo…no, vabbè, non ce la faccio a condurre questa intervista epocale, sono troppo acciaccata.
E’ con grande rammarico che oggi cedo il microfono a quella squinternata della Cerebro, mio adorabile alter ego shampista. E che Dio che la mandi buona.
A vous!
Cerebro: Ahahah, che ghiotta occasione, finalmente! Bene tesorini miei, e ora alle mie domande, scatenate un inferno di rivelazioni su quella rintronata! Pronti, attenti, viaaaa!
Chi sei?
Ataru: Uno che non ha mai capito cosa ci trovassero di bello le donne in lui. E infatti spesso non ci trovavano niente.
Uomo ideale: Il suo uomo ideale. Vivo nella sua testa da 15 anni. Ho un ruolo consolatorio contro tutte le idiozie degli uomini reali.
Come sei fatto?
Ataru: Dunque…dall’alto del mio metro e settanta, sono un concentrato di fissazioni e paranoie, vasta immaginazione contorta, un paio di occhiali a schermare occhi un po’ orientali, castano e, ahimè, un po’ sovrappeso, pelle chiara ma non da bruciarmi la faccia (una bella faccia, diciamolo) al sole. Sembra una descrizione fatta da una donna, per la miseria! Aggiungiamo qualcosa di virile: ho delle belle spalle larghe.
Uomo ideale: Sono alto un metro e ottanta, non magrissimo, occhi e capelli castani. Vesto spesso elegante, ho delle belle mani e sguardo intenso. Pelle olivastra e bella voce. Sorrido spesso. Ho tentato più e più volte di capire il motivo per cui lei mi abbia fatto così, con certi difetti e soprattutto non alto, biondo e con gli occhi azzurri, visto che adora i Finlandesi.
Dove l’hai incontrata per la prima volta?
Ataru: Virtualmente su un box-commenti di Splinder. Fisicamente, davanti a un grosso ufficio postale. Insomma, il massimo del romanticismo.
Uomo ideale: nel suo ufficio credo
Che hai pensato quando l’hai vista?
Ataru: Oh, ma sarà lei? sì è lei! ammazza quant'è carina!
Uomo ideale: Che era una tosta. E che ci saremmo presi a cornate spesso e volentieri.
Che hai pensato quando l’hai rivista?
Ataru: Che mi andava di rivederla, anche se ero sicuro che tanto non ci stava.
Uomo ideale: Che mi avrebbe causato un sacco di guai.
Che pensi ora che la vedi praticamente sempre?
Ataru: Sono 3 anni che la vedo e ancora certe volte mi sfugge il concetto di “quella è la mia ragazza”. Mi spiego prima di prendere le botte: non ci sono ancora abituato. Colpa di tutte quelle microstorie e del mio precedente record di due mesi. Ma tanto lei la pensa più o meno come me.
Uomo ideale: che la ragazza non è niente male! Ancora.
Pst pst, non lo dico a nessuno… avanti, dai…qual è il suo peggior difetto?
Ataru: Il massimo comune denominatore o il minimo comune multiplo o il mal comune mezzo gaudio (non ci prendo granché in matematica) di ogni essere femminile: è un po' lunatica. Solo che rispetto al resto della specie, la cosa va a singhiozzo anche nell'ambito di miseri 5 minuti di tempo. Un minuto sì, un minuto no e via dicendo. Permettimi un ex-aequo: ha un bel caratterino, ma spesso si sminuisce fin troppo.
Uomo ideale: è di una testardaggine micidiale. E a giudicare dalle storie che si inventa, è anche piuttosto masochista.
La pazzia che hai fatto per lei.
Ataru: Uscire dal lavoro esausto alle 6 del pomeriggio e decidere in un giorno qualsiasi della settimana, di portarla a cena sul mare a oltre cento chilometri da Roma, facendo una strada che neanche conoscevo benissimo. Chi mi conosce lo sa: questa per me è follia pura. E sfata persino il luogo comune che le pazzie si fanno all’inizio della storia: è successo appena qualche mese fa.
Uomo ideale: Mi ha fatto quasi andare in galera come sospettato di omicidio. Le sembrava una cosa romantica.
Non ti sei ancora stancato di lei?
Ataru: Che domande…certo che no! C’era forse un’altra possibilità di risposta?
Uomo ideale: La stessa che ha detto lui…
Progetti per il futuro?
Ataru: Non sottovalutare le conseguenze dell’amore. (cit.)
Uomo ideale: Beh, direi che siamo avanti di parecchi anni: mi ha già fatto invecchiare fino alla pensione più di una volta, per il gusto di vedere come sarò a 70 anni.
La assecondi quando…
Ataru: parla del lavoro, è incacchiata abbestia, le sue lettere cì spariscono e diventa cristallinamente toscana (esempio ricorrente: "cose" diventa "ose"). Io taccio e ascolto. Ogni tanto mi distraggo, lo ammetto. Ma l'importante è affermare SEMPRE di aver capito tutto.
Uomo ideale: Quasi mai. Le piace il contraddittorio.
Ti conviene assecondarla?
Ataru: certo che sì!
Uomo ideale: Sempre. L’ultima volta che non l’ho fatto mi ha mollato e se n’è andata a fare la reporter in zona di guerra, per dimenticarmi.
La trovi buffa quando…
Ataru: ci sarebbe da ritirare fuori una vecchia storia su Frank Sinatra, ma vado più sul quotidiano: seguire le evoluzioni dell'ostinata battaglia Noe vs Acconciatura, a volte non ha prezzo. Ma non dirglielo eh!
Uomo ideale: io quella storia posso anche tirarla fuori…almeno mi vendico di quella volta della galera: quando ascolta Frank Sinatra diventa catatonica…inclina la testa da una parte, socchiude gli occhi e si dondola in estasi. Uno spettacolo imperdibile. Ma non dirglielo eh!
Ti conviene dirle che è buffa?
Ataru: Assolutamente no, ma glielo dico lo stesso per puro masochismo.
Uomo ideale: Praticamente mai. Si prende sempre terribilmente sul serio.
Non la sopporti proprio quando…
Ataru: fa zapping a tavola e si distrae con qualsiasi immagine catodica. Insomma, non sono uno fissato con le buone maniere, ma la cosa mi irrita a priori, anche perché poi devo aspettare due ore che finisca di mangiare, in quanto è anche di forchetta lenta.
Uomo ideale: Io la sopporto sempre. Sempre. Sempre.(Oddio che stress).
Ed ora, una domanda che serve a farmi benvolere da lei: ma insomma, lei ti piace proprio eh?
Ataru: Non ho capito sta storia del farti benvolere da lei. Ma te chi sei? Comunque sì, mi piace proprio.
NdCerebro: ma come chi sono? Non fare finta di non conoscermi ciccio: sono la parte sana della Noe e ovviamente non ero presente né quando ha scelto te né quando ha scelto l’altro tizio, qui! Io avrei ovviamente preferito uno tipo Zack Ephron.
Uomo ideale: Certo, son nato apposta!
Ma la vostra è una storia perfetta?
Ataru: Se fosse perfetta sarebbe noiosa, non ti pare?
Uomo ideale: (Sospira) Tutti gli altri principi azzurri mi dicevano “vedrai, è un lavoro da niente, basta che tieni i capelli a posto, le fai un sorriso ed è fatta”. Ovviamente non poteva andarmi così bene: m’infila sempre in un sacco di casini, ma solo per il gusto di levarmici lei. Insomma, è una perfezione molto simile alla realtà.





