
NOW PLAYING: Ivano Fossati, "C'è tempo"
Io vi aspetto come di consueto sempre di notte, sempre sottovoce, un modo per capire, per capirsi e forse anche per capirci, quando un giorno vista l'ora è appena finito e un nuovo giorno è appena iniziato.
Noe - E dunque…
Noe - Eh…
Noe - Siamo qui
Noe - Incredibile vero?
Noe - Già...è passato un altro anno. E tu sei qui per rispettare le tradizioni.
Noe - Solo le mie, s’intende. Quelle che vogliono che io posti la notte del mio compleanno.
Noe - Combinato qualcosa di buono quest’anno?
Noe - Beh, direi di sì….ho viaggiato tanto.
Noe - Come se marciassi sul posto: torni sempre negli stessi luoghi.
Noe - Vero. Avevo dei conti in sospeso con Londra, sono andata fin là di nuovo per capire che quello non è il mio posto, ma che posso prenderne il buono comunque. Poi Barcellona, per sentirmi a casa nel mondo e cullarmi con la cromoterapia dei suoi toni sinceri.
Noe - Perché parli sempre in modo così involuto, inutile e faticoso?
Noe - Scrivo così, parlo in un modo che la gente sgrana gli occhi a causa del mio accento misto romano/fiorentino.
Noe - Non ti facevo così spregiudicata.
Noe - Come no! Stasera, per la prima volta nella mia vita, ho attivato la funzione random sul mio ipod...non sai che sta venendo fuori!
Noe - Siamo seri. Almeno sul lavoro hai fatto qualcosa di buono?
Noe - Amo un po’ di più il non-lavoro della mia vita. E mi sento più a mio agio dentro un tailleur, sui tacchi, su un sorriso, dentro una sala riunioni, che ad una festa.
Noe - Allora sono fiera di te: ti sei indurita un po’.
Noe - Frottole. Ho imparato a camminare al fianco di certi miei dolori, li sto a sentire perché parlano di me come non avrei pensato mai.
Noe - Che sentimentalona.
Noe - Ho solo iniziato a capire le strade che le mie emozioni percorrono e non le ho perse di vista.
Noe - Un giochino pericoloso.
Noe - Vero. E’ la stessa ebbrezza della guida…devi studiarti bene le curve, poi decidi se assecondarle o tagliarle e quell’attimo di terrore di uscire fuori strada, mischiato al sospetto che in realtà stai andando bene, non ha prezzo.
Noe – Sei diventata vanitosa.
Noe - Adesso non esageriamo. Solo perché ho iniziato ad andare dall’estetista (le mie sopracciglia ringraziano sentitamente), ho ammesso apertamente di avere una dipendenza da acquisto di scarpe, cambio lo smalto sulle unghie un giorno sì e uno no, ho fatto un inutile servizio fotografico e al matrimonio di mio fratello sembravo una diva del cinema?
Noe - Qualcuno ha detto che somigliavi a Daniela Santanchè.
Noe - Mi stai suggerendo di fondare un partito?
Noe - Peste ti colga, se ti viene in mente una cosa del genere. E poi è tardi ormai, tu sei nata vecchia.
Noe - Allora lo vedi che sono perfetta per entrare in politica? E comunque sto ringiovanendo.
Noe - Non ti viene il dubbio che in realtà tu stia correndo dritta dritta tra le braccia di un’incoscienza dettata da demenza senile?
Noe -… Cavolo, mi sono appena resa conto che quest’anno praticamente non sono mai andata a ballare…
Noe - Ma dove hai la testa? Ti ho beccato un sacco di volte a cantare, quest’anno. A piangere. A ridere, a respirare.
Noe - E’ quello che fa ogni essere umano.
Noe - Infatti. Tu no.
Noe - Beh, l’hai detto anche tu. Sto invecchiando. Le carte che ho in mano, le gioco ora o mai più.
Noe - Ti prego, non dirmi che sei diventata anche ottimista, sarebbe un dolore troppo grande.
Noe - Tranquilla. Sono ancora profondamente convinta che l’ottimismo non stoni giusto su un paio di persone sulla faccia della terra. Però, ecco, diciamo che ho voglia di stare a vedere come va a finire.
Noe - Senti, sei cambiata, non ti riconosco più, ti sento lontana. Tra noi è finita.
Noe - Questo lo credi tu. E va bene così. Però posso suggerire una chiusa un po’ più ad effetto?
Noe - Almeno su questo siamo d’accordo.
Noe - Si faccia una domanda e si dia una risposta.
Noe – Noe…
Noe – Sì?
Noe – Pacatamente, serenamente…vattene a dormire.
Sipario. (ma non era Sottovoce, con Marzullo?)
in copertina: Pablo Picasso, "Due donne che corrono lungo la spiaggia"





